Ogni prodotto in natura è unico e le sue qualità specifiche sono la carta d’identità. Ispira emozioni, racconta una storia, solletica gusto e fantasia di chi cucina.
La cipolla, per esempio, è un bulbo che nasce sotto terra come la patata, ma mentre la patata è terrosa, concreta e chi la mangia si sente coi piedi ben piazzati per terra, la cipolla contiene molta acqua, è un alimento leggero ma più profondo. Come l’acqua rappresenta l’inconscio, è umorale, richiama la parte legata alle nostre emozioni più nascoste. Possiede una forza magica che la patata fa fatica anche solo a immaginare. Ne sapeva qualcosa il condottiero Alessandro Magno che somministrava chili di cipolle alle sue truppe affinchè in guerra combattessero con più coraggio. La cipolla, che veniva definita dal gastronomo francese Jean Anthelme Brillat Savarin il “tartufo dei poveri”, ci costringe a lacrime senza pena, frutto di una commozione che ci infligge senza affliggerci.
(tratto liberamente dal mio libro “Come ti cucino un’emozione” edizione Historica. Disegni di Rossella Boninsegna)